lunedì 27 ottobre 2008

IL COMMENTO DEL GIORNO DI DOMENICO SAVIO SUGLI AVVENIMENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

VIAREGGIO: PROFITTI ASSASSINI!

E’ stata una tragedia umana di dimensioni spaventose, che attribuiamo ai rapporti di produzione capitalistici, alla violenza sull’uomo esercitata dal libero mercato, all’accumulazione capitalistica dei profitti derivanti dallo sfruttamento disumano, violento e repressivo del lavoro altrui e alla contraddizione esistente tra la natura sociale della produzione e l’accaparramento privato della ricchezza prodotta. La gestione privata delle attività economiche, legata alla realizzazione del massimo profitto possibile e non ai bisogni reali delle masse popolari, considera il genere umano uno strumento di arricchimento e non il destinatario naturale del frutto del suo lavoro. Nel sistema economico capitalistico il lavoro dell’uomo è considerato una merce qualsiasi e non uno strumento di libero sostentamento, affermazione ed emancipazione sociale. Liberare l’umanità dai pericoli della mancata sicurezza sul lavoro significa solamente liberarla dal sistema e dallo sfruttamento capitalistico. La sicurezza del lavoro dipende unicamente dalla sua liberazione dallo sfruttamento padronale.

di Domenico Savio*

La immane tragedia ferroviaria che ha ferocemente colpito la popolazione di Viareggio, tutta la classe lavoratrice e l’intero popolo italiano ha un solo responsabile: il sistema di produzione capitalistico con il suo infame libero mercato. La catastrofe di Viareggio porta la firma inconfondibile del sistema economico capitalistico, che è attento a realizzare e accentrare i massimi profitti possibili e non a preoccuparsi della sicurezza della vita e di una esistenza dignitosa dei lavoratori e di tutti i cittadini. I capitalisti, pubblici o privati che siano, sono persone spregevoli, abbrutite dalla corsa insaziabile all’accumulazione di sempre maggiore ricchezza, non nutrono sentimenti umani nei confronti della classe lavoratrice e difendono con spietatezza e ogni forma di sopraffazione e di violenza i loro loschi affari. Ignorano il sentimento della fratellanza e del mutuo soccorso umano. Considerano i lavoratori una merce qualsiasi, al pari del metallo o del grano, da acquistare al minor prezzo possibile sul libero mercato della forza-lavoro e da sfruttare al massimo, sino a ridurli sfiniti e impossibilitati a ogni godimento del pur minimo tempo libero disponibile. Per i padroni la sicurezza sul lavoro e quella della popolazione residente sul territorio circostante è solo un peso, un costo da evitare o da ridurre al minimo, un semplice fastidio di cui farebbero volentieri a meno: tanto riguarda la salvaguardia di una “merce” che riescono facilmente a trovare sul mercato e a sostituire. La società capitalistica, con l’ordine economico che la sostiene, è la più feroce, violenta e disumana che la storia dell’umanità abbia conosciuto e tragicamente sperimentato.
In questo scenario allucinante della società capitalistica – dove, a livello nazionale e mondiale, pochi capitalisti, oggi anche multinazionali, dominano il mondo conosciuto con lo sfruttamento delle masse lavoratrici operaie e intellettive, con le aggressioni, i massacri, le guerre sterminatrici di popoli interi, le sottomissioni e la schiavitù economica e sociale generando miseria e morti per fame e malattie d’ogni genere – lunedì 29 giugno 2009 alle ore 23,45 alla stazione centrale di Viareggio, in Toscana, un treno merci, composto da 14 vagoni-cisterna che trasportavano gas propano liquido, il cosiddetto gpl, – ogni cisterna ne conteneva 35.000 litri – è deragliato, dal primo vagone-cisterna appena dietro la motrice si è riversato sui binari il contenuto del gas che a contatto con qualche scintilla è esploso dando luogo a uno scenario infernale, spettrale, raccapricciante, desolante con fiamme altissime che ricordavano scene cruenti di guerra e forse anche qualche immagine delle città martiri di Hiroshima e Nagasaki, colpite dalle bombe atomiche americane rispettivamente il 6 e 9 agosto 1945. Una scena straziante fatta di uomini, donne e bambini che bruciavano come torce umane, una temperatura altissima che tutto bruciava, case crollate ai lati della ferrovia e disperate invocazioni di aiuto. Un tragico bilancio: decine di morti bruciati vivi, decine di feriti gravissimi o meno gravi, palazzine crollare, dispersi, centinaia di sfollati, una città messa in ginocchio, tutto perché il profitto assassino deve prevalere sempre e in ogni dove sul diritto alla vita di lavoratori e cittadini in genere. La vita delle persone viene considerata priva di valore dinanzi al profitto criminale, alla sete di potere e di ricchezza della feroce classe capitalistica nazionale e multinazionale, al barbaro sistema di sfruttamento padronale, che considera l’uomo solo una merce da sfruttare e buttare via quando non gli occorre più oppure quando, per lo sfruttamento e i soprusi subiti nella vita lavorativa, non produce più secondo i calcoli e le aspettative padronali: tanto altra abbondante merce umana, giovane e in buona salute, è pronta per sostituire chi non può rendere più come a quando era giovane. Questi treni della morte potranno, e dovranno sin da subito, essere instradati su percorsi extraurbani, ma resteranno tali se tutte le norme e le necessità di sicurezza non saranno applicate con rigore e severità estremi.
Pare che il deragliamento sia dipeso dalla rottura di un asse arrugginito del primo vagone-cisterna deragliato. Ma come è possibile che un asse del genere sia arrugginito e si rompa causando una tragedia umana e sociale di proporzioni gigantesche? Perché quell’asse arrugginito non è stato visto e sostituito? Forse perché si è risparmiato sulla manutenzione e di chi è la responsabilità umana, civile e penale? Già si annuncia difficile l’individuazione delle responsabilità tra le Ferrovie dello Stato italiano, i proprietari di altri Stati europei dei vagoni del treno deragliato e le multinazionali capitalistiche, che lucrano profitti nel settore dei trasporti petroliferi e pericolosi. Che si trattasse di una ennesima tragedia annunciata lo si è capito sin dal primo momento, anche se questa volta le conseguenze sono state immani, tragiche e devastanti. I Ferrovieri hanno più volte denunciato la mancanza o l’inadeguatezza della manutenzione su vagoni e treni, sui sistemi di sicurezza lungo i binari e tant’altro ancora. Alcuni di essi, a seguito delle proprie denunce sulle questioni della sicurezza, hanno pure subito richiami e licenziamenti da parte delle Ferrovie dello Stato. Insomma, anziché perseguire i responsabili di una manutenzione inadeguata si perseguono e si licenziano i lavoratori che tali inadeguatezze denunciano. Anche questo si spiega con l’imposizione del potere del capitale, privato o pubblico che sia, sul lavoro e sulla classe lavoratrice, è un’ingiustizia e una prevaricazione propria del sistema sociale di sfruttamento capitalistico.
Tutti sappiamo che lo Stato capitalistico è uno strumento di potere politico e istituzionale e di sfruttamento delle masse lavoratrici e popolari da parte della classe padronale e in quanto tale periodicamente esso acquista, a prezzi elevati, anziché requisire, dai capitalisti nazionali e multinazionali le loro aziende oramai vecchie e non più competitive, le ammoderna, investendo soldi della collettività, e poi al momento politico e sindacale opportuno, cioè quando la lotta di classe dei lavoratori è debole e non sostenuta dalla costruzione della prospettiva socialista, le svende per pochi soldi ai padroni consentendo loro di realizzare grossi guadagni tra la precedente vendita a prezzo elevato e il nuovo acquisto a basso prezzo e di continuare a sfruttare i lavoratori dipendenti. Inoltre, riacquistando le aziende di Stato o assumendo la gestione dei servizi sociali i padroni ridimensionano gli organici dei lavoratori dipendenti con cassa integrazione, licenziamenti e mobilità, oltre ad incrementare i ritmi di sfruttamento. Naturalmente pure la gestione capitalistica statale di aziende e servizi risponde ai rapporti di produzione capitalistica, però non può fare a meno di una maggiore attenzione ai problemi dell’attività lavorativa e dell’occupazione. Diversamente sulle questioni della difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini lo Stato-padrone si comporta allo stesso modo delle imprese private inquinando il territorio e compromettendo la salute di lavoratori e abitanti dell’area interessata, come dimostrano i tanti processi per inquinamento ambientale e per i decessi di poveri lavoratori e cittadini. Dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso, con la definitiva trasformazione borghese e capitalistica dell’ex P.C.I. e della politica sindacale della Cgil, lo Stato capitalistico italiano ha avviato un gigantesco processo di privatizzazione del suo enorme patrimonio industriale, agrario, bancario, assicurativo, commerciale, dei trasporti, delle telecomunicazioni, eccetera, privatizzazione che ha prodotto cassa integrazione, mobilità, licenziamenti, precarietà e peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori interessati e sono peggiorate le condizioni di sicurezza sul lavoro, proprio come denunciano i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, anch’esse avviate alla sciagura della privatizzazione.
La tragedia di Viareggio è la diretta conseguenza del sistema economico e sociale capitalistico, fondato sul libero mercato, sul profitto e sullo sfruttamento dei lavoratori da parte dei padroni, i quali per ricavare il massimo profitto possibile dal lavoro dei dipendenti non si fanno scrupolo di risparmiare pure e disumanamente sugli adempimenti per garantire la piena sicurezza del lavoro. La carenza di manutenzione e di controlli che sta alla base della sciagura di Viareggio è di una mostruosità e crudeltà senza paragoni, perché ha messo a rischio non solo la vita dei Ferrovieri addetti, ma ha coinvolto un’intera città e colpito migliaia di persone. Qualche responsabile di tale catastrofe potrebbe farmi furbescamente osservare che anche a Chernobyl, nell’ex Unione Sovietica, avvenne la sciagura della centrale nucleare, ma volutamente e vigliaccamente dimenticando, costui, che, oramai, sin dal XX congresso revisionista, opportunista, rinnegatore e traditore del 1956 quella passata e gloriosa Unione di Stati Socialisti non era più socialista, bensì marciava a passo spedito verso l’infame sistema capitalistico, così com’è puntualmente avvenuto pochi decenni dopo. Al contrario, nel sistema socialista viene prima l’Uomo e poi il lavoro, prima la sicurezza della vita e dopo la produzione, prima la dignità umana e poi l’attività sociale, per cui le norme di sicurezza vengono applicate integralmente. Ma l’elemento fondamentale è che nei veri paesi socialisti, purtroppo attualmente inesistenti sull’intero Pianeta, non esiste la barbarie dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e, dunque, il profitto assassino. Questo, e solo questo, hanno realmente insegnato circa quarant’anni di costruendo socialismo nell’ex Unione Sovietica (1917-1956).
Forse ci siamo dilungati troppo e anche un po’ distanziati dal tema centrale della tragedia di Viareggio, ma lo abbiamo fatto di proposito per dare ai nostri lettori alcuni necessari elementi di riflessione di classe su quanto è accaduto e affinché essi abbiano la possibilità di individuare meglio i veri colpevoli della sciagura, colpevoli che, ripetiamo, per noi sono il sistema di sfruttamento capitalistico, il libero mercato e la libera concorrenza legati alla realizzazione del massimo profitto possibile, sono lo sfruttamento disumano dei lavoratori nelle varie fasi del processo produttivo, il risparmio padronale criminale sui vari elementi che devono garantire la sicurezza del lavoro e la salvaguardia delle popolazioni indirettamente coinvolte nei processi produttivi. La conquista del lavoro libero e sicuro passa necessariamente attraverso la distruzione del barbaro sistema di sfruttamento capitalistico e la costruzione della nuova e superiore società prima socialista e poi comunista. A questa prospettiva di nuova civiltà dell’umanità lavora il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista. Che la tragedia di Viareggio non resti senza insegnamento e che i morti, i feriti, i dispersi e gli sfollati della città martire siano sempre e degnamente ricordati come vittime illustri e annunciate di un sistema economico e sociale che disprezza l’uomo lavoratore ed esalta, in tutte le sue manifestazioni, il profitto assassino. Ai morti, ai feriti, ai dispersi e ai loro familiari, agli sfollati e all’intera popolazione di Viareggio esprimiamo la più viva, fraterna e umana solidarietà di classe e rivoluzionaria del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
Forio (Napoli), 1 luglio 2009.


* Segretario generale del P.C.I.M-L.

venerdì 25 gennaio 2008

I MIEI MAESTRI

LA MIA FORMAZIONE
Il Materialismo dialettico; il Materialismo storico; il Socialismo scientifico; Manifesto del Partito Comunista, di Marx ed Engels; la Comune di Parigi; il Partito Comunista (bolscevico) dell’U.R.S.S.; Stato e Rivoluzione, di Lenin; la Rivoluzione Socialista d’Ottobre; la Terza Internazionale Comunista; Materialismo dialettico e Materialismo storico, di Stalin; l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche 1917-1953; il Partito Comunista d’Italia; il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
I
I MIEI SIMBOLI

a

SALUTO DI BENVENUTO NEL BLOG DI DOMENICO SAVIO, SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA

E' NATA PCIML-TV, LA TELEVISIONE ON LINE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA

E’ NATA LA TELEVISIONE DEL PCIML, CHE HA INIZIATO LE TRASMISSIONI SABATO 22 MARZO 2008 E CHE E’ DIRETTA DAL COMPAGNO GENNARO SAVIO, METTE IN ONDA OGNI GIORNO IMPORTANTI E UNICI SERVIZI GIORNALISTICI SUGLI AVVENIMENTI INTERNAZIONALI, NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI.
OGNI MARTEDI’ SERA INTORNO ALLE ORE 21,00 VA’ IN ONDA IL TG-PCI, IL TELEGIORNALE SETTIMANALE DEL PCIML. IL VENERDI’ SERA, SEMPRE INTORNO ALLE ORE 21.00, VIENE TRASMESSO IL VIDEOCOMMENTO SETTIMANALE DEL SEGRETARIO GENERALE DEL PCIML DOMENICO SAVIO.
A PARTIRE DALLE PROSSIME SETTIMANE IL PALINSESTO DI PCIML-TV SI ARRICCHIRA’ DI IMPORTANTI TRASMISSIONI SERALI DI APPROFONDIMENTO POLITICO E SOCIALE E DI SIGNIFICATIVE DIRETTE TELEVISIVE.
COMPAGNI, LAVORATORI E CITTADINI TUTTI, SEGUITE LE TRASMISSIONI DI PCIML-TV.

IL PCIML SI OPPONE ALLO STATO DI POLIZIA E AI TRIBUNALI SPECIALI ED ESPRIME SOLIDARIETA' DI CLASSE AI CITTADINI DI CHIAIANO MANGANELLATI

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista denuncia alla classe lavoratrice operaia e intellettiva italiana la gravità della situazione sociale creata dal governo repressivo e manganellatore di destra, sostenuto vergognosamente anche dal Partito Democratico borghese e capitalistico formato dagli ex falsi comunisti del PCI e dagli ex democristiani, che oggi in Campania, e domani non sappiamo dove, vuole imporre alle popolazioni locali una soluzione affaristica della spazzatura legata alle discariche e ai bruciatori che da una parte producono montagne di profitti per i capitalisti investitori nel settore e dall’altra malattie e morte per gli abitanti dei territori interessati. Ciò quando la raccolta differenziata costerebbe di meno, recupererebbe e riutilizzerebbe l’usato e non inquinerebbe, però non produrrebbe scandalosi e luttuosi profitti per la razza padrona.
Il governo capitalistico e di destra, guidato dal riccone Silvio Berlusconi e sostenuto dalla destra ex erede del ventennio fascista e del Movimento Sociale Italiano, ha deciso di imporre ai Cittadini con le Forze dell’Ordine e dell’Esercito le sue scelte politiche padronali ed antipopolari e tale politica repressiva ha già causato i primi feriti, arresti e condannati al carcere. Ai Cittadini di Chiaiano manganellati, feriti e arrestati dalle Forze dell’Ordine và la piena solidarietà di classe e rivoluzionaria del PCIML.
Il PCIML condanna con estrema fermezza lo Stato di Polizia che si stà instaurando in Italia e chiama i comunisti, la classe lavoratrice, gli intellettuali d’avanguardia e tutti i progressisti a vigilare e ad opporsi, sotto le bandiere del PCIML, al ritorno a un tragico e nefasto passato. Condanna, il PCIML, l’allestimento di Tribunali Speciali che richiamano alla mente quelli sciagurati mussoliniani e che sono contro la Costituzione democratica e repubblicana, per processare e condannare chi si oppone alle discariche, le quali diffondono malattie, inquinamento dell’ambiente e avvelenamento dei prodotti agricoli.
Il PCIML chiede l’immediata scarcerazione dei cittadini arrestati, chiede il ritiro delle Forze dell’Ordine nelle caserme e chiede una soluzione civile e democratica del problema spazzatura, soluzione che stà solo in una capillare raccolta differenziata.
Inoltre, il PCIML – per gli interessi ideali, politici, sociali e di classe che rappresenta oggi e lungo il percorso storico che condurrà la classe lavoratrice italiana alla rivoluzione proletaria, alla conquista del potere politico e alla società socialista – sente il dovere di mettere in guardia le popolazioni interessate dalla questione spazzatura che anche per questo problema l’analisi politica, l’organizzazione e la conduzione della lotta non possono essere delegate, per evitare sconfitte, repressioni e persecuzioni inutili, a posizioni movimentiste, antipartitiche generalizzate e ad amministratori e politici vari di centrodestra, di centrosinistra e della falsa sinistra comunista, in quanto trattasi di anticomunisti, di gestori istituzionali e sostenitori dell’odierno infame sistema capitalistico di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di penalizzazione degli interessi presenti e futuri delle masse lavoratrici e popolari del nostro paese.
La guida coerente e vittoriosa della lotta di classe di oggi e di domani è solo quella elaborata ed espressa, attraverso il metodo del centralismo democratico, da un coerente Partito Comunista Rivoluzionario, cioè marxista-leninista, qual’è attualmente in Italia solo il PCIML.
Viva la lotta eroica e coraggiosa delle popolazioni dei Comuni circostanti le Cave di Chiaiano, viva la lotta di classe per l’avvenire socialista, viva il comunismo!
Napoli, 24 maggio 2008.
La Segreteria nazionale del P.C.I.M-L.

DOMENICO SAVIO CONTRO BERLUSCONI, FINI E DESTRA: ALTRO CHE RICONCILIAZIONE, UN 25 APRILE DI LOTTA ANTIFASCISTA PER LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA

MESSAGGIO URGENTE DI DOMENICO SAVIO AI LAVORATORI E AGLI INTELLETTUALI D'AVANGUARDIA: CONTRIBUITE A FORMAZIONE E PRESENTAZIONE DELLE LISTE DEL PCIML

Ai coerenti Comunisti italiani, alla classe operaia emancipata, agli Intellettuali d’avanguardia
“Utilizziamo il Parlamento borghese come megafonodella lotta di classe e per la Rivoluzione Socialista!”

Cari Compagni, il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista si presenta a voi come un Partito autenticamente comunista, cioè marxista-leninista, fermo oppositore delle varie manipolazioni estremiste, rivoluzionariste, revisioniste, opportuniste, riformiste, parlamentariste, istituzionaliste, movimentiste, anarcoidi, eccetera della dottrina comunista, così come elaborata e definita dai nostri quattro grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin. La coerente applicazione di classe e rivoluzionaria della strategia e della tattica comunista nel secolo scorso ha consentito la costruzione del mondo socialista, il contenimento dell’espansione economica e militare dell’imperialismo, la liberazione di tanti paesi e popoli dall’oppressione imperialistica, l’emancipazione di classe del proletariato e conquiste sino ad allora impensabili della classe lavoratrice dei paesi capitalistici, mentre le deviazioni ideali e politiche degli ex partiti comunisti e di quelli falsi attuali hanno condotto nuovamente al dominio assoluto dell’imperialismo guerrafondaio e assassino sul Pianeta. Attualmente le questioni primarie dell’umanità relative alla salvaguardia dell’ambiente, alla fine delle guerre, alla sconfitta del dominio imperialistico sul mondo, alla conquista della dignità esistenziale degli uomini – come lavoro sicuro, salari dignitosi, sicurezza della vita sul lavoro, moralità pubblica, assistenza sanitaria adeguata e totalmente gratuita per tutti, la scienza al servizio dell’emancipazione sociale, indipendenza nazionale dalle ingerenze del potere temporale della chiesa, eccetera – e alla liberazione del lavoro dal disumano sfruttamento padronale potranno essere risolte solamente con la morte del capitalismo e la costruzione della società socialista.Il P.C.I.M-L., nel rispetto dell’esperienza storica del movimento comunista nazionale e internazionale e quando e dove ne ha la possibilità organizzativa, partecipa alla competizione elettorale borghese giammai per andare a gestire gli affari del sistema capitalistico – come fanno i falsi partiti comunisti revisionisti e opportunisti della Rifondazione, dei Comunisti Italiani e di come forse faranno il Partito Comunista dei Lavoratori e altri gruppi e personaggi simili fuoriusciti da tali partiti, che partecipando ai governi borghesi favoriscono la sopravvivenza dell’infame sistema padronale -, sistema di rapina e di morte che lottiamo per abbattere, ma unicamente per portare la lotta di classe rivoluzionaria pure all’interno del potere politico e istituzionale del nemico di classe, dove condurre una dura opposizione per migliorare e realmente sin da subito le drammatiche condizioni di vita delle masse lavoratrici e popolari e per avvicinare, anche da quella posizione, la vittoria della Rivoluzione Socialista. Vogliamo sottolineare con forza, come ci hanno insegnato i nostri Maestri, che le elezioni borghesi non servono alla conquista del socialismo, compito che può essere assolto solo dalla Rivoluzione Socialista!Le lotte spontanee di tanti cittadini e quelle condotte da vari movimenti che nascono nella società civile, pur lodevoli e apprezzabili per l’impegno profuso e i sacrifici patiti dai protagonisti e ancora per le dure repressioni e condanne che essi subiscono da parte dello Stato e del potere politico capitalistico nazionale e multinazionale, da sole non bastano a modificare la situazione presente e, per tanto, è necessario che tali impegni di lotta convergano all’interno di un progetto di prospettiva socialista, progetto che può esistere e avanzare solo con la crescita di un autentico Partito di classe e rivoluzionario, cioè marxista-leninista, che oggi in Italia può essere il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.Nel 2006 il P.C.I.M-L., con inenarrabili sacrifici, ha partecipato all’elezione del Senato della Repubblica nel collegio senatoriale della regione Campania ottenendo oltre 26.000 voti, circa l’1% dei voti validi, e dando la possibilità alla classe lavoratrice campana di esprimere, finalmente, un voto veramente alternativo e comunista, di classe e rivoluzionario. Il governo capitalistico Prodi con l’intero centrosinistra borghese e falsamente e ingannevolmente comunista è caduto miseramente e vergognosamente per la sua scellerata politica contro gli interessi delle masse lavoratrici e popolari, per la corruzione clientelare che regna nelle istituzioni e nel governo politico territoriale e per l’ignobile asservimento nazionale e internazionale ai loschi affari dell’imperialismo economico e militare degli Stati Uniti, della Nato e dell’Europa. Tutto questo è potuto accadere, prima col centrodestra e poi col centrosinistra, pure perché in Parlamento e nelle Assemblee elettive territoriali è mancata un’opposizione coerentemente comunista di classe e rivoluzionaria, opposizione che può essere garantita solo da un autentico Partito Comunista Rivoluzionario, qual è il P.C.I.M-L.. Oramai, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, è ampiamente dimostrato che i governi di centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia del potere politico e di governo del nefando sistema capitalistico.Il 13 e 14 aprile 2008 si tornerà anticipatamente a votare per eleggere il nuovo Parlamento. Come nel 2006 il P.C.I.M-L. ha deciso di presentare proprie liste, naturalmente col simbolo del Partito, laddove sarà possibile superare la difficoltà della formazione delle liste e della raccolta delle sottoscrizioni necessarie per presentarle. Per tali solo accennate ragioni ideali e politiche rivolgiamo un appello urgente e pressante a tutti i coerenti e sinceri comunisti, ai lavoratori che posseggono una coscienza di classe e agli intellettuali d’avanguardia che volessero contribuire alla formazione e alla presentazione delle liste - con l’accettazione della candidatura e, se possibile, l’impegno a raccogliere le sottoscrizioni della dichiarazione di presentazione dei candidati - di contattarci immediatamente ai recapiti sottostanti. E’ un contributo ideale e politico sollecitato dal comune sentire e impegno per l’avvenire socialista e dal dovere oggi di dare al proletariato italiano la possibilità di esprimere un coerente voto di lotta di classe e rivoluzionaria e anche per evitare che tanti lavoratori in buona fede finiscano per dare il loro voto ai traditori, rinnegatori e falsi comunisti che pullulano ancora, purtroppo, nel nostro paese e nelle istituzioni capitalistiche, dove, tra stipendi d’oro e privilegi d’ogni sorta da noi pagati, tramano contro gli interessi presenti e futuri della classe lavoratrice e contro la prospettiva del Socialismo.

Saluti fraterni e comunisti.

Forio (Napoli), 7 febbraio 2008.

Domenico Savio Segretario generale del P.C.I.M-L.

RECAPITI: info@pciml.orgdomenicosavio@pciml.org - gennarosavio@tiscali.it Tel. 081.5071111 – 081.998476 – 335.6063055 – 339.5683542 – Fax 081.5071170.

CADUTA DEL GOVERNO PRODI, DOMENICO SAVIO: NAPOLITANO SCIOLGA IL PARLAMENTO, LA PAROLA AGLI ELETTORI

CONTRO LA DITTATURA POLIZIESCA DEL GOVERNO CAPITALISTICO!

Con le gloriose bandiere rosse del Socialismo il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista è al fianco dei popoli campani in lotta contro la dittatura militarizzata di Berlusconi-Fini-Bossi.
Col pugno sinistro chiuso salutiamo i martiri di Chiaiano che resistono alle cariche della Polizia, volute dal potere politico capitalistico nazionale e regionale di maggioranza e di opposizione, per opporsi alla discarica dell’inquinamento ambientale e del diffondersi di possibili malattie, che possono condurre anche alla morte, tra le popolazioni limitrofe e che dallo Stato-padrone vengono assaltati, manganellati, feriti, arrestati, processati, condannati e rinchiusi nelle patrie galere dello Stato capitalistico e poliziesco.
Col pensiero e l’azione politica di classe e rivoluzionaria siamo accanto ai Resistenti di Chiaiano e di tutte le altre zone residenziali della Campania a rischio discarica, siamo pronti per un maggiore impegno e contributo politico, però mai unitariamente alla nipote del duce Benito Mussolini che i Cittadini in lotta avrebbero dovuto prontamente allontanare dal corteo, perché, tra l’altro, è sostenitrice del governo poliziesco e picchiatore ed è, per tanto, politicamente corresponsabile delle scelte antipopolari e repressive dello stesso governo.
Qualcuno, a giustificazione della violenza poliziesca, dice che c’è una legge dello Stato, quella sciagurata delle discariche e dei bruciatori, che và rispettata o meglio che dev’essere fatta rispettare. Ma noi sosteniamo che esistono leggi giuste e leggi ingiuste, ovvero sciagurate, nefaste e malvagie come quella sulle discariche individuate che il potere politico capitalistico vuole imporre coi manganelli e il carcere, una legge che porta in grembo nuovi e gravi pericoli sanitari per intere popolazioni.
Il giudice naturale ed inappellabile per giudicare una legge è il popolo a cui essa è destinata e gli abitanti del circondario di Chiaiano quella sulle discariche l’hanno già giudicata sciagurata, per le pesanti conseguenze ambientali e sanitarie che può generare, e impopolare. Esiste anche una regola di civiltà giuridica e di responsabilità personale che chiede ad ogni Cittadino cosciente di non eseguire ordini sbagliati emanati da un potere autoritario che non rispetta la volontà e gli interessi popolari veri. Una soluzione della questione spazzatura è pienamente confacente agli interessi locali e nazionali solo se avviene con la raccolta differenziata totale, che consenta il riutilizzo del differenziato nei bisogni della vita quotidiana e nell’agricoltura, dove il compost ci libererebbe pure dai concimi chimici che danneggiano gravemente la nostra salute.
Ma il governo capitalistico, ovvero il potere politico e statale del grande capitale, dei profitti e degli affari oggi di centrodestra e ieri di centrosinistra, ha scelto la soluzione che consente ai potenti industriali e banchieri di arricchirsi anche ed ulteriormente sulla spazzatura, a discapito delle scarse materie prime ancora disponibili sulla Terra e della salute dei cittadini. I rifiuti solidi urbani sono una grande risorsa economica e sociale, distruggerli è un crimine! Per tali semplici e ovvie ragioni il PCIML, unitamente alle popolazioni che si oppongono alle discariche e ai bruciatori, ritiene sbagliate e dannose le scelte del governo padronale e le combatte sul terreno ideale, politico e sociale all’interno della battaglia politica più generale per arrivare alla morte del sistema economico e sociale capitalistico e alla nascita di quello socialista.
Senza uscire dal capitalismo non si potrà mai neppure uscire dalle sofferenze quotidiane – come disoccupazione, povertà, precarietà, salari e pensioni di vera miseria, mancanza della casa, sfruttamento del lavoro, inquinamento ambientale, carovita, emarginazione, droghe, mafia e camorra, eccetera – che questo sistema e potere economico e politico dei padroni sanguisughe ci impone con le sue leggi e le sue forze armate. Nella società capitalistica lo Stato e il Parlamento sono solo strumenti di sfruttamento padronale sulla classe lavoratrice del braccio e dell’intelletto. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista fa propria e sostiene la lotta di tutte le popolazioni campane impegnate contro le scelte antipopolari del governo, ben sapendo che oggi e domani la lotta del proletariato può essere vincente solo se è di natura di classe e rivoluzionaria e può essere tanto più incisiva e vittoriosa quanto più è impegnata a costruire la prospettiva del socialismo.
Napoli, 25 maggio 2008.

La Segreteria del P.C.I.M-L.

ITALIA, 11 GIUGNO 2008: ASSASSINATI SUL LAVORO ALTRI 10 LAVORATORI! ARRESTATE, PROCESSATE E CONDANNATE I PADRONI ASSASSINI PRIVATI E PUBBLICI!

Nella sola giornata di oggi 11 giugno 2008 in Italia sono stati ammazzati, o assassinati, altri 10 lavoratori da parte della razza padrona privata o pubblica che sia, a causa di mortali inadempienze nell’applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Mineo (Catania), Alessandria, Imperia, Modena e Nuoro le Città Martiri del lavoro di oggi. Solo in Italia è un esercito interminabile e incalcolabile, che diventa di proporzioni spaventose se si considerano quelli che muoiono successivamente agli infortuni, di lavoratori morti per mancanza di sicurezza sul lavoro. E’ un olocausto infinito e quotidiano, che ha avuto inizio in tempi remoti, offerto dalla tragedia del sistema sociale capitalistico al feticcio del profitto, perché risparmiare sulla sicurezza del lavoro, sulla garanzia della vita dei prestatori d’opera - che da sempre sono sfruttati come schiavi e considerati esseri inferiori dagli opulenti padroni sfruttatori -, sulla certezza di poter ritornare vivi e non nella bara a casa dopo una lunga giornata di duro lavoro significa, per chi lucra sul lavoro altrui, realizzare maggiori profitti, nuove e più gigantesche ricchezze.
Così, in questa società di assassinii in libertà e ben protetti, la vita dei lavoratori vale niente di fronte al guadagno, al profitto, alla sporca ricchezza, il dolore e il pianto dei figli, delle mogli e degli altri familiari delle vittime del lavoro non scalfiscono per nulla la voglia di un sempre più consistente profitto da ricavare dalla compra-vendita di forza-lavoro. Per il sistema capitalistico, per il dominio del capitale sul lavoro e per il mostro-profitto la vita delle lavoratrici e dei lavoratori è semplicemente una merce come tutte le altre da acquistare sul mercato del lavoro al minor costo possibile, da sfruttare al massimo livello fattibile, compreso la mancanza o carenza di misure di sicurezza nello svolgimento del lavoro, e da buttar via quando non può produrre altro profitto. La legge del capitale, dei suoi possessori, dello Stato e del potere politico borghese che lo governa, rappresenta e difende è una legge spietata, barbara, senza valori di altruismo e di solidarietà ed è priva di qualsiasi sentimento umano e civile. E’ la barbarie del capitale che per riprodursi e moltiplicarsi a dismisura sfrutta le risorse umane e naturali del Pianeta, aggredisce e schiavizza i popoli della Terra, scatena guerre feroci di sottomissione e massacra intere popolazioni.
Ma riflettiamo un attimo sulla tragedia di oggi a Mineo (Prov. di Catania), dove sei operai, privi di misure di protezione, muoiono in una vasca di depurazione, nessuno si accorge di nulla, all’ora di pranzo gli sventurati non tornano a casa e le mogli preoccupate danno l’allarme, solo a questo punto vengono cercati e finalmente trovati “fulminati o asfissiati letteralmente nella melma, resi massa irriconoscibile dal colore del fango”. E’ una tragedia inconcepibile e intollerabile che la mente umana, anche la più perversa, si rifiuta di immaginare e di riconoscere come qualcosa che le appartenga e la considera totalmente estranea alla sua genesi, alla sua ragione, al suo essere specie vivente superiore rispetto alle altre considerate, non sempre a ragione, inferiori. E’ la feroce legge del capitale e della sua bramosa sete di profitti che oltrepassa i confini della ragione, dei sentimenti e dei valori umani. Questa è la barbarie del sistema economico e sociale capitalistico, questa è la brutalità del sistema legislativo capitalistico e questa è la crudeltà dello Stato e del potere capitalistico. Figli, mogli e parenti tutti dei poveri 10 operai caduti oggi sul campo di battaglia dello sfruttamento del lavoro umano e di tutti quelli morti sino ad oggi e quelli che, purtroppo, continueranno a morire finché il sistema economico e sociale capitalistico non sarà seppellito per sempre dalla lotta di classe e rivoluzionaria del proletariato, nella morte dei vostri cari non c’è nessuna fatalità, nessuna disgrazia imprevedibile, nessuna volontà e nessun disegno soprannaturale, ma c’è semplicemente, da parte degli sfruttatori, la mancanza di rispetto per la vita dei lavoratori, c’è il disprezzo per la classe lavoratrice, considerata solo merce da sfruttare, e c’è la corsa a risparmiare sul costo già misero del lavoro con l’invocazione costante a far presto, con l’aumento dei ritmi di lavoro, con l’annullamento delle pause ricreative e con la costrizione a lunghe ore di straordinario per poter arrotondare il salario di fame: insomma, una corsa affannata alla sopravvivenza dove l’infortunio e la morte si nascondono a ogni passo!
Dunque, si tratta di morti sul lavoro annunciate, prevedibili ed evitabili, chi non ha evitato la tragedia in nome del risparmio, del profitto o della leggerezza nei comandi merita la più dura condanna e la totale espiazione della pena. Siamo dinanzi a crimini efferati e ripetitivi che ogni coscienza umana e civile condanna senza appello e per i quali il P.C.I.M-L. chiede l’arresto immediato dei padroni responsabili privati e pubblici, cioè dei proprietari e degli amministratori delle aziende coinvolte. Dinanzi alla vastità e alla crudeltà della tragedia e al dolore delle famiglie colpite è raccapricciante dover ascoltare un ministro della Repubblica che alla richiesta di pene pesanti per la classe padronale responsabile degli assassinii sul lavoro pressappoco dice: “non vorrei che i formalismi indebolissero l’impegno nella prevenzione degli infortuni”. Sotto l’aspetto umano e giuridico tale posizione è semplicemente irresponsabile e intollerabile, perché è quasi una richiesta di assoluzione in cambio di un maggiore impegno per la prevenzione: è una vergogna istituzionale!
Alle famiglie dei caduti sul lavoro di ieri e di oggi il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista esprime tutta la solidarietà umana, di classe e rivoluzionaria possibile e garantisce loro il massimo impegno nella lotta politica affinché tali tragedie abbiano presto fine. Ma nessuno si illuda di poter risolvere il dramma nell’odierna società capitalistica, ingannevolmente definita democratica, civile e popolare, perché come ogni giorno vediamo questa è la società della strage dei lavoratori, dello sfruttamento e della disperazione delle persone costrette a sopravvivere con indicibili sacrifici e privazioni e col rischio continuo della morte sul lavoro. La svolta sta solo nella liberazione del lavoro dallo sfruttamento padronale, nel conseguimento della proprietà collettiva dei mezzi di produzione, nella conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice, potere che può essere conquistato solo con la rivoluzione socialista, e, dunque, dal superamento dell’attuale contraddizione derivante “dalla natura sociale della produzione e dall’accaparramento privato della ricchezza prodotta”. Il capitalismo e l’imperialismo stanno conducendo l’umanità alla rovina ambientale ed esistenziale, solo il socialismo potrà salvarla! Per questa nuova prospettiva di civiltà superiore dell’umanità si batte oggi il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che sollecita i comunisti e l’intera classe lavoratrice italiana a sostenerlo, con la militanza e la lotta, nell’arduo compito storico.
CARCERE DURO PER I PADRONI ASSASSINI PRIVATI E PUBBLICI!
VIVA LA CLASSE LAVORATRICE ITALIANA IN LOTTA CONTRO
GLI INFORTUNI SUL LAVORO, PER LA CONQUISTA DEL POTERE
POLITICO E PER LA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA’ SOCIALISTA!

Napoli, 11 giugno 2008.
La Segreteria del P.C.I.M-L.